GLI ARTISTI

venerdì 11 settembre 2026

Denis Campitelli,

Prologo-Cantèda de Cavàl
Epilogo-Cantèda ad Penelope 

attore e autore teatrale

Il primo concerto della terza edizione di Ulysses si apre e si chiude con l’Odiséa scritta da Tonino Guerra nel dialetto romagnolo di Santarcangelo. In apertura il primo canto, Cantèda de Cavàl — il canto del cavallo: l’inganno da cui tutto comincia. In chiusura l’ultimo, Cantèda ad Penelope — il canto di Penelope: l’attesa, e il ritorno. Fra i due canti sta il viaggio. Questa sera, al posto del viaggio, c’è la musica.

Denis Campitelli (Cesena) è attore e autore teatrale. Si forma dal 2001 alla “Bottega del Teatro” di Franco Mescolini e nel 2006 all’Atelier della Costa Ovest di Livorno. Dal 2009 collabora stabilmente con il Teatro Due Mondi di Faenza, che lo avvicina al teatro di strada e alla tecnica dei trampoli, e con il Teatro Patalò di Santarcangelo. Dal 2015 affianca alla scena il cinema e la televisione, in film di Sorrentino, Pontecorvo e Diritti.

Al centro del suo lavoro c’è la lingua romagnola, nel 2022 si cimenta per la prima volta nel ruolo di Dialect Coach per la serie Sky “M”Il figlio del Secolo, dove insegna a Luca Marinelli, che interpreta il Duce, a parlare con accento romagnolo. Veste ancora i panni di Dialect Coach nel 2025 per una serie Rai dal titolo: “Cagnàz”, dove il protagonista, Guido Caprino, veste i panni di un poliziotto che lavora a Rimini.

Alessia Scilipoti
& Agnese Sofia Bonato

Narrazioni Risonanti

Flauto & voce recitante

Narrazioni Risonanti si muove lungo i confini tra parola e musica, esplorando la soglia in cui il linguaggio si trasforma in suono e il respiro si fa voce. Il progetto nasce come evoluzione ideale del lavoro discografico di Alessia Scilipoti Fragile – contemporary works for solo flute, breath and voice (Da Vinci Classics, 2025) e si materializza sul palcoscenico con la presenza dell‘attrice Agnese Sofia Bonato.

La formula esecutiva prevede un preciso rituale di metamorfosi: la voce recitante declama il testo poetico nella sua purezza verbale gustando il suono delle parole; il flauto esegue la composizione nata da quei medesimi versi ma spogliandolo del suo significato letterale e frammentandolo in fonemi, soffi ed effetti timbrici e vocali..

Alessia Scilipoti si laurea in flauto traverso al Conservatorio di Como e in musica d’insieme al Conservatorio di Milano, entrambe con il massimo dei voti e la menzione. Nel 2023 vince il Primo Premio Assoluto al Premio Nazionale delle Arti. Suona come primo flauto e ottavino con orchestre fra cui il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Goldoni di Livorno e l’Orchestra di Padova e del Veneto, ed è selezionata per la Lucerne Festival Academy 2025.

Il suo terreno è la musica contemporanea: collabora con mdi ensemble, Divertimento Ensemble e MLOrk. Nel 2025 esce FRAGILE, primo album per flauto solo, con musiche di Takemitsu, Saariaho, Romitelli e Barrett scritte per flauto, respiro e voce. Nel 2024 è musicista-attrice al Piccolo Teatro di Milano.

Agnese Sofia Bonato (2002) inizia lo studio del violoncello a quattro anni ed entra al Conservatorio di Vicenza a otto. Per un decennio suona in orchestre giovanili in Italia, Austria e Repubblica Ceca. Nel 2021 supera la selezione per la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano, dove studia fra gli altri con Antonio Latella, Mauro Avogadro e Francesca Della Monica, e si diploma nel 2024 con Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Carmelo Rifici.

Interpreta Clarice nell’Arlecchino servitore di due padroni del Piccolo, portato in tournée fino a Pechino. Nel 2025 è voce recitante in Laborintus II di Luciano Berio. Fra strumento e parola, il suo lavoro tiene la voce come materia sonora prima ancora che come veicolo di senso.

Ilaria Roncace, Luca Guarino, Angelo Verna

Who is the Artist?

con il patrocinio di ISIA Faenza

Video Proiezione in collaborazione con ISIA Faenza. Nel giardino sarà visitabile l’installazione fotografica legata al progetto, fruibile per tutta la durata del festival.

Durante la rimozione del fango, dopo l’alluvione, sono state ritrovate un centinaio di diapositive: fotografie del secolo scorso, di autore sconosciuto. L’umidità e il fango avevano alterato la pellicola, e da quel danno erano nati colori e forme che nessuno aveva scattato. Si è cercato il proprietario con volantini e appelli sui social. Non ha risposto nessuno.

Un anno dopo, le diapositive sono state digitalizzate e ora portate in mostra. In questo progetto non esiste un unico autore. Le immagini sono il risultato di una stratificazione di sguardi, tempo e trasformazioni: l’autore sconosciuto delle fotografie, il fiume Lamone che le ha alterate e il gesto di recupero e di condivisione.

Cosi questa mostra, con le sue immagini materiche, frutto di alchimia quasi spirituale, fatta di anime, acqua e fango, ricordi e lacrime, pone una domanda lecita al visitatore – Chi è l’artista? Who is the Artist?

Una mostra curata da Ilaria Roncacè, Luca Guarino, Angelo Verna, tre giovani studenti di ISIA Faenza.
Ilaria ha avuto cura di raccogliere e conservare vecchie diapositive, materiale di memoria emerso dal fango; da questo tesoro documentale nasce l’idea di restituire immagini ed installazioni audio visive coinvolgenti dove gli autori principali sono l’acqua ed il fango del fiume Lamone.

La mostra è un gesto poetico che intende trasmettere fiducia ed un desiderio di rinascita, aiutando a visualizzare la natura nel suo essere distruttiva e creativa allo stesso tempo.

sabato 12 settembre 2026

Riccardo La Foresta

Drummophone

Il Drummophone nasce nel 2015 da una domanda semplice: e se un tamburo fosse uno strumento a fiato?

Un piccolo piatto ripiegato, con un tubo collegato al foro centrale, viene appoggiato sulla pelle di un tamburo. L’aria che passa nel tubo — soffiata dall’esecutore o immessa da soffiatori elettrici — mette in vibrazione la membrana. Da lì escono bordoni, armonici, battimenti, melodie e persino accordi intonati con precisione: gesti che con la batteria non hanno più nulla a che vedere.

Il nome viene da drummer, non da drum: lo strumento è nato come progetto solistico, e resta una negoziazione continua fra il musicista e l’oggetto che ha costruito. L’intonazione è sensibile al luogo. Le risonanze migliori si cercano dal vivo, in ogni ambiente diverse.

Riccardo La Foresta è un percussionista e sound artist la cui produzione degli ultimi anni ha rivelato una varietà di pratiche differenti legate al suono. Dal 2015 si dedica allo sviluppo del Drummophone. Allo stesso tempo, crea performance site-specific, sculture sonore ed installazioni senza limitare il suo lavoro alle percussioni.

Ha suonato musica sperimentale e presentando installazioni sonore in festival come: Unsound, CTM (Berghain), Terraforma Simposio, Sonica, OSA, Skaņu Mežs, Sacrum Profanum, LisboaSoa, LOST, Robot, AngelicA, Tempo Reale, La Digestion e Romaeuropa tra gli altri. La Foresta è stato organizzatore di NODE festival a Modena, dove vive e cura un programma di residenze artistiche presso La Torre. Ha pubblicato su etichette tra cui Subtext Recordings, OOH-sounds, Kohlhaas, Improved Sequence, Yerevan Tapes, e la sua musica è stata trasmessa da BBC radio, Radio France, East Village Radio, Radio 3, NTS.
La Foresta è stato artista di Shape Platform nel 2021.

Alessandro Santacaterina

Chitarra battente, live electronics

La chitarra battente è uno degli strumenti più rappresentativi della Calabria. Santacaterina ne è oggi fra gli interpreti di riferimento: ha sviluppato una tecnica solistica virtuosistica e, sul versante elettronico, un suono che si muove fra ambient e post-rock, con l’impiego anche di oggetti autocostruiti.

Il concerto racconta una Calabria contemporanea, in cui uno strumento della tradizione incontra nuovi linguaggi, altre culture e tecnologie digitali. Attraverso la sintesi sonora e la sperimentazione elettroacustica prendono forma canti di lavoro, canti delle minoranze linguistiche, suonate a ballo e polifonie vocali.

A queste si alternano danze popolari del Seicento, che riportano la chitarra battente alla sua origine barocca — e restituiscono alcune sonorità calabresi negli stilemi del XVII secolo.

Alessandro Santacaterina è musicista, compositore e ricercatore, oggi fra i principali virtuosi della chitarra battente. Suona da solista e in ensemble in Italia e in Europa: fra gli altri all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Roccella Jazz, al Serbian National Theatre di Novi Sad e al Landestheater di Linz. Nel 2024 esce Santacaterina, primo disco solista per l’etichetta Mr. Few, con la prefazione di Paolo Angeli; dallo stesso anno fa parte dell’orchestra della Notte dei serpenti diretta da Enrico Melozzi.

Il suo lavoro tiene insieme il repertorio tradizionale calabrese, la scrittura contemporanea e l’elettronica, fino a rendere poroso il confine fra colto e popolare. È quella che l’antropologo Vito Teti chiama restanza: non chiudersi in un luogo, ma aprirsi al mondo attraverso quel luogo.

domenica 13 settembre 2026

Agnese Banti & Andrea Trona

Δ

Architettura sonora

Un’opera sonora installativa che nasce dalla ricerca sonora e musicale intorno al progetto Speaking Cables, dispositivo coreografico per voce, cavi e altoparlanti, ovvero a un pensiero grafico della voce nello spazio. A partire da una forma inedita di un’architettura musicale costruita sul principio di convergenza armonica (cfr. Cristalli Armonici di Roberto Laneri) l’opera è specificatamente pensata per lo spazio dell’Arena Borghesi in occasione di Ulysses Festival.

Agnese Banti, sound artist, musicista e overtone singer toscana, e Andrea Trona, musicista, tecnico del suono e informatico musicale piemontese, entrambз con base a Bologna, sono da tempo in dialogo artistico su progetti installativi, musicali e performativi intorno ai temi di suono – spazio – luce. Negli ultimi anni si sono dedicati in particolare al progetto Speaking Cables, dispositivo coreografico per voce, cavi e altoparlanti e ai suoi spin-off.